Raccontare la provincia di Ragusa attraverso i luoghi natii, vissuti e raccontati da illustri personaggi. Un viaggio che unisce cultura e turismo e conserva la memoria dei grandi della letteratura e del teatro che tutt’oggi appassionano intere generazioni.

Ragusa

Poeta dialettale

(Ragusa Inferiore 24 giugno 1807 – Ragusa Inferiore 4 ottobre 1874) 

Giovan Battista Marini

Biografia

Illustre poeta dialettale e benefattore, figlio di povera gente, fu accolto e seguito in una attenta azione formativa di istruzione nelle lettere e nelle scienze dal dottissimo Barone Emanuele La Rocca Barone di Sant’Ippolito, che lo scelse in seguito come suo segretario in delicati incarichi. Accumulata una discreta somma, si trasferì a Palermo e si laureò in legge. Divenne poi notaio. Raggiunta una certa fame, fu collaboratore nelle attività dell’amministrazione comunale del barone Corrado Arezzo di Donnafugata. Facoltoso, si occupò anche della poesia siciliana e di traduzione di testi classici, di brani di autori francesi ed inglesi dei quali curò eleganti trasposizioni in dialetto  siciliano. Partecipò ai moti rivoluzionari del 1860. Nell’ultima parte della sua vita posò donna Emanuela Rosso da Comiso, e morendo senza prole, memore della sua infanzia, nel testamento lasciò i suoi beni (circa 800.000 euro di oggi) per l’istituzione di un asilo infantile ed un “asilo di artigianelli”. 

Opere

  • “Lirichi siciliani”
  • “Odi”

Luoghi

Ragusa

Presbitero, astronomo e architetto

Ragusa 13 aprile 1597
Palma di Montechiaro 6 aprile 1660

Giovan Battista Hodierna

Biografia

Figlio di Vito Dierna, calzolaio, e di Serafina Rizzo, ebbe modo di ricevere una formazione giovanile grazie al mecenatismo di un ricco parente, don Giuseppe Orlandi, che individuò in un erudito locale., Mario Bocchieri, dei frati del Convento francescano di Ragusa, la figura dell’educatore. Fu lo stesso Giovanni Battista Hodierna a premettere al cognome paterno il prefisso “ho” tra il 1619 e il 1622, per latinizzare il proprio cognome e dichiarare la propria adesione all’ “hoggidismo”. Mostrò subito una notevole inclinazione per l’astronomia, tanto che già nel 1618, sulla base della lettura dell’opera “Meteore”di Agostino Nifo, dal campanile della chiesa di San Nicola, con un cannocchiale galileiano osservò tre comete che si resero visibili tra il 1618 e il 1619. Nel 1622 fu ordinato sacerdote e trascorse alcuni anni a Roma, frequentando gli ambienti dell’Accademia dei Lincei, introdotto peraltro dal siracusano Vincenzo Mirabella agli studi galileiani. Ritornato a Ragusa esercitò il sacerdozio nelle varie chiese della città e cominciò una costante frequentazione con la famiglia Tomasi, ed appunto al seguito dei fratelli Carlo Giulio Tomasi partecipò alla fondazione della città di Palma di Montechiaro. Da allora (era il 1637) si sviluppò la ricchissima attività scientifica e letteraria di Hodierna, che diede alle stampe molte opere, anche se una gran parte di manoscritti sono stati scoperti e ritrovati soltanto nel secolo scorso per l’azione di intensa ricerca svolta dal sacerdote Mario Pavone. Ed a padre Pavone si devono gli studi, le monografie e la ricostruzione puntuale della ricca bibliografia. E la ricca rassegna dei suoi scritti conferma come Hodierna coltivò le scienze della microanatomia, dell’ottica, dell’astronomia e dell’astrologia.

Opere

1628

“Nunzio del secolo cristallino”

1625

“Universae facultatis directionum physiotherorica- Palermo- Cirillo-1625

1630-1631

“Chronologia et historia anni civilis romani”

1630

“Almanacco delle doviziose grandezze del mondo sensibile ammirate, osservate e in diverse maniere spiegate- stesura del 1630 ed edito da M. Pavone nel 1987

1644

“Opuscoli”- Palermo – Cirillo 1644

1644

“L’occhio della mosca”

1646

“Dentis in vipera virulenti anathomia”- Palermo- Cirillo 1646
“Empedocle redivivo”- Palermo

1646

“Archimede redivivo, con la statera del momento” – Palermo- Cirillo 1646

1646-1656

“Nova scientia de obiecto visibili seu de natura visibilium”- stesura degli anni 1646/56 ed edita per iniziativa del Dollo nel 1984

Luoghi

Ragusa

poeta e traduttore italiano

(Ragusa 24 agosto 1891 – Messina 25 maggio 1960)

Giovanni Antonio Di Giacomo Vann’Antò

Biografia

Giovanni Antonio Di Giacomo nacque a Ragusa da Salvatore e da Carmela Rizza, ultimo di sette figli maschi. La spiccata inclinazione per gli studi gli evitò come il padre ed i fratelli di finire a lavorare nelle miniere di asfalto, e invece potè frequentare prima il ginnasio a Ragusa e poi il liceo a Siracusa per poi iscriversi alla facoltà di lettere dell’Università di Catania, dove si laureò nel 1914. Dopo le primissime esperienze poetiche e letterarie già nel 1912, visse una svolta importante nella sua poetica tra il 1913 e il 1914 quando le sue letture e l’attenzione per la poesia versiberista lo portano ad una cauta adesione al futurismo con le sue prime composizioni poetiche. Rientrato a Ragusa, appunto, diede via ad un battagliero periodico “di giovani”, La Balza rivista alla quale collaborarono tra gli altri il ragusano Luciano Nicastro, il messinese Guglielmo Jannelli, finendo per sintonizzarsi dichiaratamente con Marinetti. Interventista, nel 1916 partì volontario per il fronte con il grado di tenente, ma dopo la guerra tornò a Ragusa e si sposò con Maria Caterina Licitra iniziando la sua carriera di insegnante a Messina dal 1920. Fu il periodo in cui si accostò ai poeti di tendenza simbolista e cominciò la sua frequentazione amicale con Quasimodo, Pugliatti, La Pira e si dedicò al recupero delle proprie radici popolari, sia curando antologie scolastiche sia dedicandosi alla poesia dialettale. Fu preside della scuola media “Mazzini” dal 1942 e poi provveditore agli studi d Ragusa e l’anno dopo tornò a Messina per insegnare all’Università la storia delle tradizioni popolari.

Opere

  • 1923. “Il fante alto da terra “
  • 1926. “Voluntas tua”
  • 1955. “La Madonna nera”
  • 1956.”Fichidindia”
  • 1956. “U vascidduzzu”
  • 1958. “A pici”

Luoghi

Ragusa

poetessa

(Noto, 30 settembre 1841 – Noto, 6 gennaio 1878) 

Mariannina Coffa

Biografia

La sua fu una famiglia dell’alta borghesia cittadina: il nonno materno fu medico, quello paterno latinista, scrittore per il teatro e segretario dell’Accademia dei Trasformati. Bambina di talento, a soli 14 anni pubblicò la prima raccolta di versi Poesie in differenti metri e a 18 la raccontaNuovi canti. Si iscrisse all’Accademia Dafnica e a quella Zelantea. Nel 1859 si innamorò del maestro di musica Ascenso Mauceri. Si fidanzarono, con il consenso della famiglia, e progettarono di sposarsi ma nel 1860 il padre costrinse la figlia a rompere la promessa per il facoltoso proprietario terriero ragusano Giorgio Morana. Subito dopo le nozze si trasferì a Ragusa per vivere nella casa del dispotico suocero con un marito padrone che le vietò di scrivere, reputando la scrittura in mano a una donna uno strumento di perdizione. Nonostante le liti con il suocero, intrattenne rapporti epistolari con alcuni degli intellettuali siciliani dell’epoca e seguì con passione gli eventi del Risorgimento scrivendo poesie patriottiche. Stanca della sua reclusione abbandonò il marito e ritornò a Noto dove morì a 36 anni. Fu ripudiata dalla famiglia in quanto “donna scomoda, che aveva trasgredito ogni regola sociale” tanto da non pagare il suo funerale. 

Opere

  • 1855. “Poesie in differenti metri”
  • 1859. “Nuovi canti”
  • 1876. “Versi Inediti”
  • “Ultimi versi ” – “Un Sogno”
  • 1957. “Lettere ad Ascenso”
  • 1996. “Scritti inediti e rari” 

Luoghi

Ragusa

poetessa e scrittrice

(Ragusa 29 luglio 1921 – Roma 20 agosto 1996)

Maria Occhipinti

Biografia

Anarchica e femminista ragusana fu una donna vulcanica tanto da esser leader del movimento antimilitarista “Non si parte”, nato il 4 gennaio del 1945 a Ragusa, tra corso Vittorio Veneto e via IV novembre. Abbandonata la scuola dopo la terza classe per fare l’apprendistato di sarta, si sposò a 17 anni. Quando, nel dicembre 1944, arrivarono le cartoline precetto per chiamare gli uomini alle armi, incinta, si gettò davanti ad un camion che prelevava i giovani della città, riuscendo momentaneamente a bloccarne la marcia e permettendo la fuga dei prigionieri. Successivamente l’uccisione di un ribelle da parte di un soldato diede il via ad una insurrezione armata, durata 3 giorni, con numerosi morti. Fu arrestata dopo una breve latitanza e venne inviata dapprima al confino di Ustica, dove nacque la figlia Maria Lenina quindi, fu trasferita al carcere palermitano delle “Benedettine”, scontando quasi due anni di pena. Tornò a Ragusa ma presto la lasciò per vivere oltre 25 anni in giro per il mondo: Napoli, Sanremo, Roma, Svizzera, Marocco, Francia, Canada, Usa, Hawaii. Nel periodo svizzero scrisse il libro autobiografico che la rese famosa al grande pubblico: Una donna di Ragusa pubblicato a Firenze nel 1957. Nel 1973 si stabilì a Roma, si integrò nel movimento femminista, nell’area pacifista e antimilitarista. Scrisse lettere, poesie e racconti.

Opere

  • 1957. “Una donna di Ragusa”
  • 1993. “Il carrubo ed altri racconti”
  • 1993. “Una donna libera” 

Luoghi